venerdì 21 settembre 2012

Gli apocalittici

Vi segnalo da lunedì sera 24 settembre su National Geographic Italia di Sky "Gli apocalittici", gente peraltro comune che ha deciso di organizzarsi per sopravvivere a ogni tipo di evento razionalmente prevedibile e potenzialmente disastroso per l’umanità: che si tratti di terremoto, incidente nucleare, collasso economico, crisi energetica o attentato terroristico (Tratto da http://natgeotv.nationalgeographic.it/gli-apocalittici).

mercoledì 29 agosto 2012

Bandana

Ben ritrovati! Il caldo insopportabile sta finalmente passando e il clima è sempre più mite. Per ripararsi dal sole magari qualcuno avrà utilizzato una bandana, utilissima ed economica. Infatti, è una di quelle cose che ha molteplici impieghi, ma nessuno specifico come la corda o il nastro adesivo. La bandana non dovrebbe mancare nel proprio kit di sopravvivenza. Oltre ad essere un semplice elemento di segnalazione, può riparare il collo dal freddo, può essere utilizzata come benda o come laccio emostatico, come presina oppure per raccogliere cibi selvatici. È una pezza per pulire. Un tovagliolo. È una maschera anti-polvere, da indossare bagnata per resistere al caldo.
Provate a suggerire altri modi per utilizzare una bandana lasciando un commento.

venerdì 30 marzo 2012

Nuovo sito web

Il panorama “survivalism” in Italia sta crescendo, lentamente, ma l’interesse cresce anche grazie ad internet. A dimostrazione di ciò attualmente esistono: un sito web, un blog e un gruppo su Facebook dedicati ai preppers italiani, formando un vero e proprio network.
Visitate il nuovo sito web dedicato ai preppers italiani: www.prepper.it

martedì 24 gennaio 2012

La protesta degli autotrasportatori

Allarme per la protesta degli autotrasportatori, rischio scaffali vuoti (foto sotto) e pompe a seccho.

Un giorno gli scaffali dei supermercati potrebbero essere vuoti o potrebbe mancare la benzina, l’acqua o il riscaldamento, i bancomat potrebbero improvvisamente non erogarci più denaro, allora potremmo renderci conto che i nostri soldi non valgono più quello che pensavamo o che il bellissimo appartamento in città non serve più a nulla senza il complesso meccanismo sociale che lo rifornisce quotidianamente di tutto. Allora si capirà che è più ricco chi possiede una stufa a legna di chi ha un modernissimo televisore. È possibile che questo un giorno accada veramente e sopravvivrà chi si è preparato prima.

lunedì 9 gennaio 2012

Noi siamo pronti

Questo è il primo post dell’anno nuovo. Iniziamo l’anno con una segnalazione, nell’ultimo numero della rivista Focus (n. 231 gennaio 2012), a pag. 96 appare un articolo di Elisabetta Intini, intitolato: “Noi siamo pronti”, dedicato appunto ai preppers, per la verità l’articolo non è molto generoso nei nostri confronti e non prende in considerazione molti aspetti come ad esempio una possibile crisi economica e si concentra esclusivamente sulla profezia dei Maya, né raccoglie testimonianze dirette fra i preppers, forse così l’articolo sarebbe stato più completo e corretto, peccato! Ad ogni modo cita questo blog e naturalmente il network americano.

mercoledì 23 novembre 2011

Survival

Dopo oltre quindici anni di esplorazioni, la maggior parte delle quali in luoghi impervi, nelle boscaglie, nel sottosuolo, su alture e in luoghi fatiscenti, ho accettato la proposta dell’associazione sportiva Italian Military Fitness di gestire e condurre dei corsi di sopravvivenza per chi si allena con loro e vuole mettersi in gioco.
I corsi pianificati sono molto semplici, utili per apprendere le basi della sopravvivenza, come, ad esempio, ottenere dell’acqua potabile, imparare i principi dell’orientamento, come superare dislivelli con una corda, accendere un fuoco, etc...Ho quindi avuto modo di conoscere gente “comune”, con poca o nulla esperienza di outdoor e di survival, ma con il desiderio di cimentarsi in qualche cosa di nuovo, da fare all’aperto e che
permetta loro di  migliorarsi e, perché no, di prepararsi a non auspicabili situazioni di reale pericolo.
Avendo già maturato una discreta esperienza come istruttore dei miei ragazzi del TE.S.E.S. (associazione culturale speleo-archeologica), partivo con un panorama piuttosto chiaro delle difficoltà che avrei riscontrato nei nuovi allievi.L’ostacolo maggiore con il quale si sono scontrati è dato dalla convinzione di essere molto più limitati di quanto un organismo umano non sia in realtà. Semplici prove, percorsi abituali per una persona allenata ed attiva, ai loro occhi parevano obiettivi irraggiungibili ed insormontabili.Bene, il primo punto su cui lavorare è proprio questo. Comprendere che i limiti del proprio corpo vanno molto più in la di quanto si creda.
La vita odierna, le comodità, la pigrizia e la società stessa, ci portano a credere che una lunga passeggiata in collina sia già un’impresa. Quante persone vi diranno che saltare giù da un muretto di un metro gli provocherebbe, molto probabilmente, una frattura o un trauma?Sicuramente l’allenamento, la forma fisica e la conoscenza delle giuste tecniche aiutano a svolgere queste attività in maggiore sicurezza ed a spingere i propri limiti sempre più avanti. Senza diventare assi del parkour, saltare giù da un muretto di un metro è fattibile senza drammatiche conseguenze.
Così come saltare una staccionata o appendersi ad un muretto e scavalcarlo o, ancora, arrampicarsi su di un albero. Attività sicuramente faticose, ma possibili ed indubbiamente alla portata di una persona adulta e sana.La gente è portata a credere poco in se stessa. Si sente impacciata, pesante, impreparata, lenta, carente di destrezza. La maggior parte di queste penalizzazioni, però, si trovano solo nella nostra mente. E’ un vincolo di natura psicologica prima ancora che fisico.
Anche una persona poco allenata può fare cose apparentemente sorprendenti. La regola numero uno della sopravvivenza è avere forza di volontà e credere in se stessi. E’ lei che ci fa stringere i denti, che non ci fa sentire la fame, la stanchezza ed il dolore. Solo convincendosi di farcela a tutti i costi, come se non esistesse l’eventualità di soccombere come alternativa, potremo spuntarla realmente.Ecco spiegata l’esigenza di lavorare principalmente sulla mente delle persone, ripulirla dai preconcetti, dalle false credenze e dal sentore d’inadeguatezza sotto il cui peso stiamo, lentamente, soccombendo. Solo superato questo primo ostacolo, mettendosi continuamente alla prova, sfidando se stessi ed i propri limiti quotidianamente, sarà possibile iniziare a lavorare sulle competenze e sulle tecniche necessarie a sopravvivere in ambienti ignoti ed ostili. La fatica, la fame, lo stress, il disagio… sono tutte cose che chiunque può affrontare, ma spontaneamente non lo farà mai. Avete mai provato a dormire, non dico a terra sopra ad un tappeto, ma anche solo senza cuscino? Probabilmente trascorreremmo una notte insonne, ci sveglieremmo stanchi ed innervositi.E saltare uno o due pasti? Mai… Patire la sete per una giornata intera?
Dovremmo incominciare da questi piccoli gesti, per riscoprire le nostre potenzialità, le nostre reali capacità e risvegliare quell’istinto animale che nasce con noi e che non ci abbandona mai.Così inizieremo a percepire la consapevolezza di ciò che possiamo fare, impareremo a sopportare la fatica, la stanchezza e i disagi. Ed a sentirci realmente vivi.

Ringraziamo l'amico Luigi Bavagnoli, autore del pezzo.

lunedì 14 novembre 2011

Alberi veri

È sbagliato pensare che l’acquisto di un vero abete, per abbellire la propria casa nel periodo natalizio, sia un atto contro l’ambiente, perché sinonimo della deforestazione. È un’idea infondata, ma proficua per i rivenditori di alberi cosiddetti ecologici, made in China. In fatti, gli alberi sono coltivati e allevati all’interno di vivai specializzati in aree collinari che altrimenti sarebbero abbandonate e quindi non coltivate: riempire queste zone con abeti destinati al commercio natalizio rappresenta, fra le altre cose, un contributo al presidio del territorio, per tutelare l’assetto idrogeologico, evitando così frane.
In oltre, non tutti gli abeti acquistati provengono da questi vivai, una piccola parte, il dieci o il 15% circa, è recuperato dagli scarti delle potature che la forestale compie ogni anno per sfoltire le piante che impediscono lo sviluppo omogeneo dei boschi italiani. Questi scarti poi si possono riciclare nel compostaggio domestico, tanto per fare un esempio.
Un albero naturale è un prodotto, per così dire, a emissioni zero a differenza di quello sintetico, che è realizzato con sostanze plastiche inquinanti. Si possono anche utilizzare addobbi + naturali, ghiande, frutta secca, pigne, etc. Ma passate le feste, sono pochi gli alberi che sopravvivono all’interno delle case e le famiglie se ne devono disfare in qualche modo. Purtroppo la maggior parte finisce nelle discariche, nel migliore dei casi vengono riutilizzati come biomassa.Quindi se acquistiamo un abete vivo, pensiamo anche a localizzare un piccolo spazio verde, ovunque, dove poi poterlo piantare.

mercoledì 9 novembre 2011

Edward Abbey sul governo

«Un patriota deve sempre essere pronto a difendere il suo paese dal suo governo.»
Edward Abbey (Indiana, 29 gennaio 1927 – Oracle, 14 marzo 1989)

lunedì 7 novembre 2011

Dieci buone regole

10 Regole in previsione di un probabile collasso economico e sociale:

1) Compra oggetti per la difesa personale,e fai un corso per imparare ad usarli.
2) Incomincia a portare tutti i giorni un kit di sopravvivenza.
3) Accumula acqua e cibo a lungo termine.
4) Allenati 3 volte a settimana per essere in forma prima che il disastro arriva.
5) Accumula kit d'emergenza medicine-torcie elettriche-batterie-attrezzatura da campeggio.
6) Investi ill tuo denaro in oro e argento, perchè il denaro in banca andrà perso.
7) Fai un piano economico familiare e prendi nota di ogni spesa.
8) Rinforza i rapporti familiari e con gli amici.
9) Aumenta la sicurezza in casa e quella personale (persone disperate fanno cose disperate).
10) In fine l'ultimo consiglio "spera per il meglio, preparati al peggio".

martedì 1 novembre 2011

Maltelmpo in Liguria: un eroe italiano

Purtroppo è morto un volontario della Protezione Civile, un eroe italiano, Sandro Usai ha salvato due vite prima di essere travolto dal fango.
Nelle immagini sotto, Aulla (Massa Carrara) alcuni volontari toscani e liguri del gruppo "La Salamandra".


giovedì 1 settembre 2011

In caso di terremoto

In caso di pericolo, occorre innanzi tutto rimanere con i piedi per terra! Ma se è proprio la terra a tremare?
Il rischio sismico, ossia quello di possibili terremoti, è fra le eventualità che fanno forse più paura. Sarà proprio perché quando case, strade, muri e tutto ciò che abbiamo sempre considerato stabile e sicuro prende a oscillare, vibrare e perfino crollare. Sembra che non ci sia riparo dove rifugiarsi.
In Lombardia il rischio sismico è scarso. Comunque è presente in comuni delle province di Brescia, Bergamo, Cremona e Pavia (prepper informati se il comune dove abiti è a rischio sismico, meglio saperlo). Con uno strumento chiamato sismografo è possibile captare e registrare le scosse di terremoti anche lontani e profondi da non essere avvertiti in superficie. Nonostante il progresso scientifico però non siamo ancora in grado di prevedere i terremoti. Gli esperti conoscono le zone a rischio solo in base ai terremoti che le hanno già colpite in passato.
In caso di terremoto, bisogna:
Allontanarsi da finestre e vetri, o comunque da oggetti che potrebbero cadere e colpirci. Vale anche per le finestre di case o palazzi vicini, se ci si trova all'esterno, i cui frammenti precipitando potrebbero investirci e attraversarci come veri pugnali. Quindi, all'aperto, allontanarsi da edifici, cavi elettrici, strade strette, ponti, sentieri ripidi, pareti franose, spiagge, argini e dighe. Sono i posti più pericolosi.
Non avvicinarsi ad animali spaventati. Non uscire su scale o balconi, che sono i primi a crollare. Se possibile aprire le porte per evitare che si incastrino i battenti e ci imprigionino. Ripararsi sotto mobili resistenti (un tavolo massicio) o sottole travi portanti dei muri. Non utilizzare ascensori naturalmente. Non usare fiamme libere, perché se c'è una fuga di gas, possono causare un'esplosione. Evitare l'uso del telefono.
Terminate le prime scosse, chiudere i rubinetti del gas, dell'acqua e togliere corrente. In fine evitare l'uso dell'automobile.

martedì 26 luglio 2011

Terremoto a Torino

Bacon in lattina

Tutti i preppers pensano ad immagazzinare scorte alimentari a lunga conservazione, acqua ed altri rifornimenti per la sopravvivenza. Nella foto sotto, una lattina di Tactical Bacon.
gnam! gnam!

giovedì 9 giugno 2011

Batterio killer

L'Agenzia per la sicurezza alimentare europea da Bruxelles non esclude che il contagio del batterio killer possa avvenire anche attraverso le verdure e consiglia, nonostante il basso livello di contaminazione in Ue, di ridurre i rischi.

La contaminazione da batterio killer potrebbe essere possibile soprattutto al contatto con la parte esterna delle verdure, meglio seguire buone pratiche igeniche e consumare frutta e verdura del proprio orto.